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Recensione del volume “Infedeltà. Scienza delle relazioni e psicoterapia”

Recensione del volume “Infedeltà. Scienza delle relazioni e psicoterapia”

A cura di Enrica Dormiente, Roberta Rossi

Se l’amore è un gioco relazionale del quale non si conoscono regole, l’infedeltà lo è ancora di più. Nel suo libro Infedeltà. Scienza delle relazioni e psicoterapia, edito per Raffaello Cortina, Lawrence Josephs propone concettualizzazioni teoriche differenti, tratte da vari approcci psicologici, con l’intento di spiegare perché uomini e donne tradiscono. Eppure, argomentazioni tratte dalla psicologia sociale, dalla psicologia dello sviluppo, dalla psicopatologia della personalità, dalla psicologia evoluzionista e dalla psicoanalisi freudiana non risolvono il mistero, anzi lo infittiscono. Dalla psicologia evoluzionista apprendiamo che gli esseri umani non sono monogami per natura. Piuttosto, la monogamia è un prodotto culturale; infatti, è la scelta riproduttiva d’elezione in alcune culture e non in altre. Essa garantisce che tempo e risorse vengano investite nella cura dei figli, prediligendo la qualità dei rapporti alla quantità. Dunque, la monogamia, così tanto diffusa rispetto alla poligamia, costituirebbe per gli uomini una scelta contro natura? La maggior parte degli uomini e delle donne non ha relazioni aperte perché condividere il proprio partner con altri attiverebbe in loro forti sentimenti di gelosia. Anche questa fa parte della natura umana, è innata e la si può osservare nei bambini a partire dai sei mesi di età. E i poligami allora? Disconoscono questo sentimento oppure, più dei monogami, sanno distinguere l’emozione romantica dal puro atto sessuale che dà loro la possibilità di condividere l’intimità con più persone? Questi e altri interrogativi sono quelli che la lettura del libro di Lawrence lascia aperti, stimolando la riflessione su quale ruolo abbiano la cultura, le caratteristiche della natura umana, l’attaccamento e i tratti di personalità sull’infedeltà. Dopo la lettura del libro non si può fare a meno di identificare, nelle tre pedine raffigurate sulla copertina, i protagonisti di un gioco relazionale cui regole, caratteristiche delle pedine ed esiti delle mosse di gioco trovano spazio nelle pagine del lavoro di Josephs. Nel re degli scacchi potrebbe essere identificato il fedifrago prima di essere scoperto dal partner che, proprio come le regole del gioco impongono, può muoversi in una delle case adiacenti (il partner e l’amante) purché questa non sia controllata da un pezzo avversario. Una volta sola in tutta la partita il re può usufruire di una mossa speciale a patto che non si trovi sotto scacco né prima né dopo di essa (la condizione in cui viene scoperto). Prendendo in prestito la lente con cui Josephs riporta le concettualizzazioni della teoria dell’attaccamento sull’infedeltà, potremmo vedere nel re un uomo con uno stile di attaccamento distanziante che giustifica il proprio tradimento con il desiderio di mantenere un’area di autonomia separata dalla relazione principale o di una donna dall’attaccamento ansioso che ricerca una relazione extraconiugale per tollerare sentimenti di trascuratezza o di rifiuto provati nella relazione principale. E poi, le due pedine nere e quella bianca riportano alla mente uno dei punti di vista esposto da Josephs nelle pagine del suo libro: le coppie durature sono quelle in cui i due partner sono simili tra loro, sebbene spesso partner con caratteristiche e stili di vita opposti ai nostri esercitino in noi un’attrazione fatale. Ritengo che la lettura di questo libro possa essere entusiasmante non solo per psicologi e psicoterapeuti, che hanno maggiore familiarità con termini quali attaccamento, triade oscura, funzione riflessiva, ma anche per amanti, fedifraghi e traditi che cercano risposte utili al fine di elaborare il trauma del tradimento, i sentimenti di colpa e quelli di autosvalutazione. Trovo meritevole il modo in cui Lawrence Josephs abbia integrato prospettive teoriche differenti e varie proposte terapeutiche, sia individuali che di coppia, la cui comprensione risulta facilitata dalla descrizione di casi clinici intervallati da riflessioni circa il processo terapeutico. È solo nella parte finale del libro che l’Autore dà attenzione ai fattori di personalità che consentono alle persone di costruire relazioni a lungo termine, rimanendo fedeli al partner, nonostante l’ambivalenza che gli esseri umani nutrono per i legami monogamici e le difficoltà legate alle dinamiche relazionali.

Forse, il segreto dei rapporti umani, dell’amore e dell’infedeltà risiede nell’autenticità. Le regole del gioco sono: essere onesti nella presentazione di sé, rifiutare le menzogne e assumersi il rischio di mostrarsi vulnerabili.

 

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