“Orgasm gap”: perché le donne eterosessuali hanno meno orgasmi?

“Orgasm gap”: perché le donne eterosessuali hanno meno orgasmi?

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Di Atalay Yigit, Dragani Stefania, Metsik Helina, Raimondi Chiara

Con “orgasm gap” si intende la disparità nella frequenza dell’orgasmo durante le attività sessuali con un partner. Il termine è stato inizialmente utilizzato per descrivere un fenomeno tra coppie eterosessuali, in base a dati scientifici che rivelano una maggior frequenza di orgasmi degli uomini cis rispetto alle loro partner donne cis. Questa differenza risulta rilevante, in quanto il raggiungimento dell’orgasmo è strettamente associato alla soddisfazione sessuale e relazionale, alla qualità della relazione e al benessere sessuale generale.

La letteratura scientifica ha evidenziato che tale fenomeno è influenzato da una combinazione di fattori socioculturali, relazionali e psicologici. Gli script eterosessuali considerano il rapporto penetrativo come l’unico “vero” atto sessuale, la cui conclusione viene definita dal raggiungimento dell’orgasmo e dell’eiaculazione maschile, mentre la stimolazione clitoridea femminile viene spesso relegata ad un’attività “preliminare” oppure totalmente ignorata durante l’atto sessuale. Altri aspetti psicologici individuali come l’ansia da prestazione, le preoccupazioni sulla propria immagine corporea o le basse aspettative sul raggiungimento dell’orgasmo, sono da tenere in considerazione come possibili ostacoli per l’eccitazione femminile e la motivazione alla ricerca attiva di piacere. Infine, tra i fattori relazionali, la comunicazione sessuale svolge un ruolo centrale. 

Tra le diverse strategie che potrebbero essere utilizzate per provare a ridurre questa discrepanza, risulta fondamentale un’educazione sessuale finalizzata a scoprire la modalità di stimolazione più adeguata per ciascun membro della coppia. Poiché la maggioranza delle donne considera la stimolazione clitoridea esterna come la via più affidabile per raggiungere l’orgasmo sia durante la masturbazione che nei rapporti con altre donne, decostruire gli script sessuali tradizionalmente condivisi potrebbe essere utile per raggiungere il livello di piacere desiderato attraverso una giusta stimolazione. Come esempi pratici per la coppia, si potrebbe pensare di: fare dei turni tra i partner per il raggiungimento degli orgasmi reciproci; accompagnare la penetrazione con la stimolazione del clitoride; introdurre l’utilizzo di sex toys. È fondamentale comunicare costantemente con il/la partner per guidarlo/a verso ciò che potrebbe aumentare il proprio piacere sessuale senza preoccuparsi di dare priorità a se stessi: concedersi il tempo e lo spazio per esplorare sé stessi e l’altro aumenta sia la conoscenza del/la proprio/a partner sia l’intimità di coppia. 

In conclusione, è importante sottolineare che l’“orgasm gap” non può essere spiegato esclusivamente dalle differenze anatomiche tra i sessi. La questione riguarda piuttosto il modo in cui il sesso eterosessuale viene socialmente rappresentato e tradizionalmente praticato secondo gli script sessuali. Si tratta di un fenomeno complesso, influenzato dall’interazione di fattori biologici, psicologici, relazionali e sociali: emozioni, aspettative, capacità comunicative e qualità della relazione contribuiscono insieme all’esperienza sessuale. Per comprendere meglio questo divario, potrebbe essere utile prendere in considerazione anche le questioni culturali più ampie legate al genere e alla sessualità. Pertanto, sembra necessario mettere in discussione gli script sessuali condivisi che influenzano il modo di pensare e vivere il sesso, riconoscendo che il piacere sessuale non è uniforme.

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