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Adolescenti e Sessualità

Adolescenti e Sessualità

AdolescentiESessualitaÈ possibile definire l’adolescenza come un lungo periodo di trasformazioni biologiche e psicologi-che che si esprimono secondo le vie tracciate dal contesto culturale e le cui espressioni sono individuali e sociali. Le difficoltà che si incontrano in questa fase possono essere superate in modo co-struttivo o possono essere in parte o del tutto non risolte. Tanto più si saranno attuate soluzioni posi-tive, tanto più potremo affermare che sarà riuscito il processo di crescita dell’individuo. Questa im-postazione concettuale ci porta alla nozione di superamento dei compiti di sviluppo che devono es-sere affrontati nel momento opportuno.
I passaggi evolutivi che avvengono in adolescenza dovrebbero servire a:
– passare da una dipendenza ad una autonomia;
– costruire un senso di identità saldo;
– intraprendere una relazione sentimentale;
– sperimentarsi nella sessualità.
I rapporti sessuali hanno una funzione importante nella strutturazione dell’identità e della personalità dell’adolescente. Imparare ad impegnarsi in una relazione affettiva con un partner e a confrontarsi con la capacità ses-suale adulta può essere considerato uno dei compiti di svi-luppo fondamentali dell’adolescenza.
a fase adolescenziale caratterizzata da una certa variabi-lità emotiva: il giovane cerca di costruire una nuova identi-tà, abbandonando i vecchi e confortanti schemi infantili per sperimentarsi in nuove e stimolanti si-tuazioni che non esulano da tensioni e paure insite nel cambiamento stesso. I processi cognitivi che caratterizzano la prima fase adolescenziale non facilitano la percezione del rischio, poiché l’eccessiva fiducia del ragazzo verso le nuove abilità acquisite e la limitatezza della sua esperienza lo inducono rispettivamente ad essere disatten-to alla realtà che lo circonda, ad illudersi di poter controllare totalmente gli esiti delle pro-prie azioni e a non riuscire a valutare adegua-tamente il pericolo. Tenuto conto di questi a-spetti ne consegue che la percezione del futu-ro, in questo momento di vita, può essere di-storta e/o idealizzata inducendo il giovane a proiettare le possibili conseguenze negative delle sue azioni in un domani ipotetico e lon-tano. Durante l’adolescenza, dunque, e soprat-tutto nella prima fase di essa, può accadere che la sessualità possa essere vissuta in condizioni situazionali o relazionali imprudenti e che questa possa comportare dei rischi per la salute del soggetto come la possibilità di una gravidanza indesi-derata e/o di contrarre Malattie Sessualmente Trasmesse (MTS). Si tratta di conseguenze piuttosto gravi per il presente e per il futuro stato di benessere dell’individuo, le quali possono presentare di-versi rischi intrecciati tra loro: il rischio fisico connesso alle MTS e alle gravidanze precoci; il ri-schio psicosociale, costituito dalle maggiori difficoltà per una madre adolescente di poter allevare un bambino, e dalla riduzione delle opportunità di sviluppo e realizzazione personale a medio e a lungo termine; il rischio psicologico, correlato a relazioni non paritarie. ’età del primo rapporto sessuale acquisisce una valenza predittiva sul rischio ad essa connesso, nel senso che, tanto più l’età sarà bassa, tanto più sarà probabile che l’adolescente non sia in grado di calcolare correttamente i rischi che l’attività sessuale può comportare.
Ma qual oggi l’età del primo rapporto sessuale?
AdolescentiESessualita2Secondo uno studio effettuato dalla Durex (sulla base delle risposte a 34 mila questionari) nel 2012 gli adolescenti italiani hanno, in media, il primo rapporto sessuale a 19,4 anni; si tratta di una media appena inferiore a quella spagnola (19,5) e superiore a quella francese (18,7) e a quella tedesca,(17,8). Questi dati sembrano essere incoraggianti. D’altro canto, però, un’indagine dell’Osservatorio nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza, condotta nel 2013 su 1.400 giovani di sette scuole diverse, ha svelato in particolare che il 19% degli adolescenti ha rapporti ses-suali prima dei 14 anni, una cifra quasi raddoppiata in un solo anno rispetto alle stime del 2012 che registravano punte del 10%. A preoccupare, oltre alla precocità, è la scarsa informazione in tema di rischi correlati ai rapporti sessuali: il 73% dei ragazzi, infatti, non conosce nemmeno 5 fra le princi-pali malattie a trasmissione sessuale (MTS), il 33% pensa che la loro incidenza sia trascurabile ed il 57% non sa stimare il tasso di HIV (AIDS).
Un altro aspetto degno di attenzione e che può essere altamente pericoloso per gli adolescenti ri-guarda il “sesso on line”: un’ indagine nazionale “Abitudini e Stili di Vita degli Adolescenti Italia-ni” della Società Italiana Pediatria ha puntato l’attenzione anche sull’erotismo virtuale per indagar-ne modalità e numeri. Circa il 12% dei tredicenni riceve proposte di sesso on line da sconosciuti. Il 5,4% delle ragazze e il 5% dei ragazzi le accetta. Il 15% degli intervistati ha ammesso di aver pub-blicato un selfie provocante. Nel 2012, a farlo era l’11,2%. Perlopiù a pubblicare sono ragazze: il 16% a fronte del 14,1% di ragazzi.
Per poter realizzare un’esperienza sessuale positiva necessario saper riconoscere e opporsi ai ten-tativi di manipolazione; saper controllare i propri impulsi e le proprie emozioni, integrandoli in una relazione affettiva rispettosa anche delle esigenze del partner; saper usare strategie di negoziazione interpersonale in un contesto emotivamente coin-volgente; saper comprendere e valutare le conse-guenze del proprio comportamento sul piano rela-zionale e riproduttivo, essere in grado di procurarsi e utilizzare una difesa efficace, sia contro le malat-tie a trasmissione sessuali, sia contro le gravidanze indesiderate; saper accettare le nuove sensazioni genitali e saper godere dell’esperienza sessuale.
Aiutare gli adolescenti a vivere una sessualità soddisfacente e consapevole una delle grandi sfide poste alle agenzie educative e uno dei compiti più impegnativi che un adulto (genitore, insegnante, operatore socio-sanitario) possa realizzare. Gli adolescenti hanno bisogno di informazioni sicure e scientificamente valide, ma anche di occasioni di confronto e di scambio per poter attribuire parole e significati a tutto ciò che il loro corpo sente e vive così intensamente in questa fase della loro vita.
È compito degli adulti e dei progetti educativi non trasformare l’educazione sessuale e la preven-zione in una comunicazione unidirezionale e tecnica mirata al solo scopo di evitare problemi medi-ci. Il concetto di salute e la qualità della vita nell’adolescenza comprendono un possibile confronto creativo con adulti disponibili e preparati a rispondere anche sul piano delle esigenze psicologiche e relazionali più profonde. A questo deve servire l’educazione sessuale nella scuola media inferiore e superiore.
AdolescentiESessualita3In Italia non esiste una legge sull’educazione sessuale nelle scuole, ma poi si inorridisce di fronte ai video che i ragazzi fanno circolare su youtube e sui loro telefonini, o di fronte a quello che succede nelle chat. Se non si pensa di poter fornire una cornice di riferimento dove gli adolescenti possano discutere e confrontarsi sui temi della loro vita sessuo-affettiva e poi si propone una società dove il sesso sembra sempre a portata di mano, si rischia di creare tanti disadattamenti che avranno un costo a livello sociale e sanitario…
riflettiamoci tutti!

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