La Sessualità in Gravidanza

Elisa Marconi e Roberta Rossi

La sessualità in gravidanza rappresenta un aspetto importante nella vita delle coppie in attesa ancora oggi considerato per certi versi tabù dalla cultura e in parte trascurato dai ginecologi. Nonostante negli ultimi anni siano stati condotti una serie di studi scientifici riguardo la sessualità nelle coppie in attesa, intorno a questo argomento ruotano ancora dei pregiudizi e delle miscredenze. Le più diffuse sono: che la masturbazione sia pericolosa, che l’avere rapporti sessuali possa causare l’aborto, che l’attività erotica possa lasciare dei segni fisici sul bambino, che il peso dell’uomo e le sue spinte possano danneggiare il feto, che lo sperma possa arrivare al bambino il quale lo userà come nutrimento e che gli uomini non provino attrazione per le donne incinte.

Studi recenti hanno dimostrato che non esistono controindicazioni all’attività sessuale e al coito durante la gravidanza, a eccezione di alcune condizioni che determinano un quadro clinico rischioso, come la rottura precoce della membrana, il travaglio prematuro, la placenta previa, il distacco della placenta, una storia di aborti precedenti o una minaccia d’aborto e sanguinamenti vaginali. Inoltre, nel caso in cui uno dei due partner presenti una malattia sessualmente trasmissibile come la gonorrea, la sifilide, l’herpes, o latricomoniasi è opportuno evitare comportamenti sessuali fino a quando i due partner non vengano adeguatamente trattati poiché tali malattie potrebbero venir contratte dal feto.

Nel caso del virus dell’HIV è consigliato evitare rapporti sessuali dato l’elevato rischio di aborto spontaneo, di danni all’embrione o al feto e di nati morti. In questi casi la coppia può tuttavia coltivare la propria intimità attraverso la scoperta di comportamenti nuovi volti alla tenerezza e a una passione diversa. Studi clinici hanno riportato che non esiste alcuna associazione tra l’aver avuto rapporti sessuali nel corso della gravidanza e la rottura anticipata del sacco amniotico.

Durante la gravidanza il comportamento sessuale è influenzato dai cambiamenti fisiologici e psicologici che avvengono col passare dei mesi.

Diversi studi clinici hanno messo in luce che il primo trimestre è caratterizzato da un calo dell’interesse e del desiderio sessuale spesso legato sia all’insorgere di nausea, stanchezza, sensazione di malessere, umore instabile e irritabilità che alla paura di poter ledere il feto, minando la disponibilità sessuale della donna. In questo periodo è molto forte il bisogno di affetto e rassicurazione.

Durante il secondo trimestre, invece, si registra un miglioramento della vita sessuale, nei termini di desiderio, frequenza e soddisfazione, che si manifesta attraverso un bisogno intenso di coccole e tenerezza.

Durante il terzo trimestre è segnalato un calo dell’attività sessuale, dovuto sia al consiglio dei medici che a diverse difficoltà come la pienezza addominale, i dolori lombari e la fatica ma è presente un forte desiderio di contatto fisico non coitale.

Durante la gravidanza le coppie possono ricorrere a attività sessuali non coitali, come la masturbazione, la stimolazione orale e/o manuale del partner: infatti è possibile praticare sesso orale evitando di soffiare aria all’interno della vagina poiché questo comportamento può causare la morte della donna a seguito della formazione di un embolo. Nel caso in cui le normali secrezioni vaginali abbondanti durante la gravidanza causinoprurito o emanino cattivo odore, o se sono presenti ferite sui genitali del partner, il sesso orale e il sesso coitale andrebbe evitato fino a quando questi disturbi non si risolvano trattandoli medicalmente. I rapporti sessuali, quindi, nel caso di una gravidanza senza complicazioni, possono comunque essere praticati fino alla trentunesima settimana consultando poi per le successive il ginecologo.