Cosa vuol dire essere sex positive?

di Francesca Vannucchi e Filippo Maria Nimbi

La sessualità è riconosciuta a livello internazionale come un aspetto centrale della vita umana (WHO, 2013). Il sesso, infatti, mette in campo l’intimità dell’individuo, che si trova a confrontarsi con i propri desideri e le proprie fantasie, con la società in cui vive ed i suoi tabù. Pensieri e domande si affollano nella mente di ognuno di noi, ma l’interrogativo sulla legittimità e sulla possibilità di esporre il proprio pensiero possono essere paralizzanti e ci si può sentire bloccati nell’espressione dei propri gusti e fantasie per la paura del giudizio.

Storicamente nella cultura occidentale, fortemente influenzata dalle religioni monoteiste, dagli usi e dai costumi, la sessualità viene socialmente accettata se vissuta all’interno di una relazione eterosessuale, dopo il matrimonio e con la finalità della procreazione. Il concetto di piacere era escluso da questa concezione stereotipata. Al di fuori di questi vincoli, si collocavano (e si collocano ancora oggi) un’infinità di sfumature, di passioni, di desideri, ma anche di differenti modi di vivere le relazioni, il proprio corpo ed il piacere. Questi comportamenti e fantasie “non convenzionali” sono sempre esistiti, ma potevano essere vissuti nel privato, senza che si sapesse in giro (come ben spiegato dalla politica del “don’t ask, don’t tell”). Ancora oggi lo stigma ed il timore del “diverso” sono radicati, seppur in modo differenziato, in ognuno di noi.

Sono considerate “diverse” le coppie aperte, desiderose di sperimentare una sessualità condivisa, non limitata ad una relazione a due, oppure quelle persone che nutrono desideri o fantasie “non usuale”, come le pratiche del BDSM, anche se sono condivise dai partner e non lesive. Sentiamo parlare di famiglie in crisi dopo aver appreso che il figlio o la figlia hanno un orientamento omosessuale, di genitori che nascondono questa realtà, costretti a negare piuttosto che capaci di mettersi in ascolto e di accogliere. Sentiamo parlare di differenze sul lavoro per le donne e le persone transgender. Fortissimo è lo stigma verso la sessualità delle persone disabili, che sembra un elemento spesso inconcepibile.

Ma forse è possibile, nel tempo dei social media, trovare una terza via per vivere la sessualità, differente dallo stereotipo e dalla trasgressione vissuta di nascosto, che propone di sospendere il giudizio e di aprirsi alla consapevolezza. In questo contesto nasce la visione positiva della sessualità, una terza via ufficiale che postula un legame inscindibile fra salute sessuale, diritti e piacere (Gruskin et al., 2019). Un piacere condiviso e senza giudizio, all’interno di una sessualità vissuta con desiderio di conoscenza. L’orientamento sex positive verso la salute sessuale è stato proposto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO, 2013) con l’idea di celebrare la sessualità e di non focalizzarsi unicamente sulla prevenzione di esperienze negative o di rischi associati (WHO, 2018). L’obiettivo è quello di comprendere il proprio corpo e quello dell’altro, considerando tutti i propri aspetti fisici, emotivi, intimi e psicologici. Le pratiche sessuali e le fantasie, nel rispetto di se stessi e degli altri, non sono giudicate moralmente, ma semplicemente vissute come diverse dalle proprie.

La dicotomia fra giusto e sbagliato, “santo” e “peccaminoso”, sembra risucchiare la sessualità in una spirale dove i desideri del singolo individuo sono messi da parte per fare spazio ad una sessualità socialmente e moralmente costruita e riconosciuta.

Il sesso è qualcosa di piacevole di cui si può parlare in tutte le sue forme: una maggiore apertura su questo tema può stimolare le persone ad aumentare la propria qualità della vita sessuale, rendendole più capaci di chiedere aiuto se affrontano dei problemi e di aspirare a qualcosa di più per se stessi e gli altri. Questa visione della sessualità facilita la possibilità di rivolgersi ad un servizio specializzato, aumenta la sensibilità nel supportare il partner con una disfunzione sessuale o che ha subito violenza o abusi ed allontana dagli stereotipi troppo rigidi sul genere e sulla sessualità. Il sesso non è un tabù o una cosa da “fare nel modo giusto”, ma il modo migliore per entrare in contatto con il piacere e l’intimità, da soli o con gli altri.