Commento all’articolo:
From Sexual Desire Discrepancies to Desirable Sex

Dott. Filippo Maria Nimbi

­Commento all’articolo: Peggy J. Kleinplatz, Nicolas Paradis, Maxime Charest, Shannon Lawless, Marlene Neufeld, Robert Neufeld, Danielle Pratt, A. Dana Ménard, Bogdan Buduru & Lianne Rosen (2017): From Sexual Desire Discrepancies to Desirable Sex: Creating the Optimal Connection, Journal of Sex & Marital Therapy, DOI: 10.1080/0092623X.2017.1405309

Dalla ricerca alla pratica: questo articolo è un perfetto esempio di come si possono tradurre anni di lavoro scientifico di ricerca in un trattamento efficace su un problema specifico e complesso come la discrepanza di desiderio sessuale all’interno di una coppia.

Gli autori aprono questo articolo con una coinvolgente introduzione descrivendo cosa è stato fatto negli ultimi 30 anni rispetto alle terapie di coppia per i problemi di basso desiderio o di scarsa attività sessuale. La passione per questo argomento filtra chiaramente dalle loro parole, disegnando una fervida immagine di come la discrepanza di desiderio sessuale nelle coppie possa avere una lettura principalmente relazionale e sociale.

I problemi di desiderio sessuale sono considerati i più complessi e, nonostante la loro grande incidenza sia in uomini che donne, il successo nel trattamento è stato tutt’altro che soddisfacente nei tempi passati [1,2]. È evidente che il trattamento efficace di questo tipo di problemi riguarda più la promozione del “buon sesso”, l’aumento del piacere, la costruzione di fantasie di coppia e la comunicazione nella coppia sulla sessualità, piuttosto che il raggiungimento di molti orgasmi o di qualsiasi altro standard sessuale.

Diversi gruppi di ricerca stanno facendo del loro meglio per diffondere l’idea di una sessualità “sufficientemente buona” (Good enough sex) [3-5]. Questo è molto importante in un mondo che è sempre più focalizzato sulle prestazioni. “Grandi amanti si diventa, non si nasce” e perciò c’è una buona speranza per tutti quelli che aspirano a migliorare sostanzialmente la loro vita sessuale.

Il focus sul corpo e sul sé, insieme al miglioramento della comunicazione di coppia sulla sessualità (fantasie e paure) sono un buon metodo per contrastare efficacemente i pensieri automatici che distraggono durante la sessualità [6,7], come l’onnipresente convinzione che tutti gli altri abbiano una vita sessuale migliore e più soddisfacente della nostra.

I risultati dello studio pilota sono interessanti e confortanti, ma l’articolo in sé merita di essere letto anche solo per l’ottimo lavoro svolto da questo gruppo canadese negli anni.

Filippo Maria Nimbi

 

1. Bancroft, J. (2009). Human sexuality and its problems (3rd ed.). London: Churchill Livingstone, Elsevier.

2. Leiblum, S. R. (2010). Introduction and overview: Clinical perspectives on and treatment for sexual desire disorders. In S. R. Leiblum (Ed.), Treating sexual desire disorders: A clinical casebook (pp. 1–22). New York, NY: Guilford.

3. Metz, M. E., & McCarthy, B. W. (2012). The Good Enough Sex (GES) model: Perspective and clinical applications.

4. Metz, M. E., & McCarthy, B. W. (2007). The “Good-Enough Sex” model for couple sexual satisfaction. Sexual and Relationship Therapy, 22(3), 351-362.

5. McCarthy, B., & Wald, L. M. (2013). Mindfulness and good enough sex. Sexual and Relationship Therapy, 28(1-2), 39-47.

6. Nobre, P. J., & Pinto-Gouveia, J. (2008). Differences in automatic thoughts presented during sexual activity between sexually functional and dysfunctional men and women. Cognitive Therapy and Research, 32(1), 37-49.

7. Purdon, C., & Holdaway, L. (2006). Non‐erotic thoughts: Content and relation to sexual functioning and sexual satisfaction. Journal of Sex Research, 43(2), 154-162.